 Fino a circa un secolo fa l’uomo si nutriva quasi esclusivamente di prodotti naturali, e la terra, e ciò che essa produce, non subivano nessuna manipolazione.
L’uso massiccio e indiscriminato di concimi chimici, mentre da un lato ha portato ad un aumento della produzione di alimenti e di rendimento della terra stessa, dall’altro lato, ha inoltre introdotto un notevole cambiamento nella composizione dei cibi e in quella del terreno che sta diventando sempre più povero e sempre meno in grado di rigenerarsi.
Anche l’uso eccessivo ed incontrollato di fitofarmaci è estremamente pericoloso per l’uomo, perché queste sostanze sono molto tossiche e persistenti (per esempio i clororganici) e contribuiscono a sconvolgere l’ambiente ecologico provocando morie di pesci e di uccelli, inquinando il terreno e distruggendo l’opera di microrganismi e lombrichi, che sono indispensabili alla rigenerazione dell’homus.
I prodotti agricoli subiscono inoltre vari procedimenti industriali che tendono ad impoverirli, come la raffinazione di cereali e degli oli, e la scrematura del latte.
In alcuni Paesi, come per esempio negli Stati Uniti, vengono aggiunte all’alimento trattato una o più sostanze perdute durante i processi industriali, ed anche in Italia stanno comparendo sul mercato prodotti con aggiunta di vitamine (es. oli, fette biscottate).
La complessità delle strutture, delle funzioni e la presenza contemporanea di più principi nutritivi nell’alimento naturale rende impossibile però sostituire artificialmente nel cibo raffinato tutto quello che gli è stato tolto nelle quantità giuste.
E’ importante, pertanto, assumere gli alimenti nella loro integrità perché qualsiasi separazione dei componenti; sia attraverso processi industriali, sia mediante scarti inopportuni, può avere come conseguenza una difficoltà nell’assorbimento e nella utilizzazione dell’alimento.
In generale, chi si avvicina al problema alimentare e viene a conoscenza della gravità della situazione, rimane traumatizzato e reagisce frequentemente con un atteggiamento di disinteresse e di rassegnazione commentando: “Se tutto fa male alla salute è meglio ignorare certe cose”.
E’ ovvio, che tale reazione non fa che aggravare ulteriormente la situazione, perché solo una precoce educazione alimentare, può agire in senso opportuno per risolvere il problema affrontandolo in maniera razionale, in modo da migliorare la produzione del cibo e quindi la qualità della vita.
Ormai, da parecchi anni in vari paesi del mondo, si sta sviluppando nuovi sistemi di pratiche agricole e di trattamento del terreno, che prendono il nome di agricoltura biodinamica e biologica che studiano i procedimenti più adatti per ottenere una buona quantità di prodotti, senza “sfruttare” ed impoverire la terra, rispettando i suoi ritmi naturali.
Ogni alimento naturale ha delle funzioni caratteristiche.
Una dieta equilibrata deve contenere quantità adeguate di tutti i principi nutritivi contenuti in quantità differenziate nei diversi gruppi alimentari.
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