L’ipoglicemia è una condizione che si verifica quando il livello del glucosio nel sangue è inferiore al normale.
Spesso è un sintomo precursore del diabete, nonostante il fatto che in quest’ultimo caso avvenga il fenomeno opposto (il livello di glucosio nel sangue aumenta).
La glicemia è controllata dall’ormone insulina, secreto dal pancreas.
Quando la dieta è ricca di carboidrati raffinati, in particolare di zucchero, il pancreas è costretto ad uno sforzo innaturale per secernere forti quantità d’insulina e, sottoposto a questo superlavoro, l’organo può reagire in varie maniere.
Può diventare ipersensibile e sviluppare la tendenza a produrre grandi quantità d’insulina; in tal modo si ha un’ossidazione rapida del glucosio circolante con conseguente ipoglicemia.
Essa si manifesta con senso di confusione, affaticamento, irritabilità.
Coloro che sono predisposti alle crisi ipoglicemiche, devono quindi limitare il consumo di carboidrati e dare la preferenza, nella loro dieta, alle proteine e ai grassi.
Un altro modo in cui può reagire il pancreas è quello di esaurire la capacità di produrre insulina, con la possibilità di sviluppare il diabete.
Diabete mellito
Il diabete è una malattia cronica dovuta a deficienza d’insulina che porta ad una mancata utilizzazione del glucosio ed a scompensi di tutte le principali funzioni metaboliche.
Nell’insorgenza del diabete prima dei 40 anni di età, (forma giovanile), sono importanti i fattori ereditari, ma cause ambientali possono aggravare il rischio delle persone predisposte.
Nella maggioranza dei casi la malattia compare dopo i 50 anni.
Quando la concentrazione del glucosio nel sangue eccede la capacità dei tuboli renali di riassorbirlo dal filtrato glomerulare, si ha la glicosuria (glucosio nelle urine).
La mancata utilizzazione del glucosio porta ad un maggiore catabolismo dei grassi, dei quali l’organismo trae l’energia che gli è necessaria.
Questa condizione produce acidosi nel sangue con conseguenze estremamente dannose.
Il diabete viene attualmente contenuto somministrando ai malati l’insulina, oppure sottoponendoli ad una dieta adeguata, nei casi più lievi.
La terapia insulinica evita l’iperglicemia, la glicosuria e la formazione di corpi chetonici, vale a dire, sostanze responsabili dell’acidosi del sangue.
Non esiste una dieta idonea per tutti i pazienti, perché le richieste energetiche ed alimentari differiscono molto a seconda della gravità della malattia, dell’esercizio fisico, del sesso e del peso.
E’ consigliabile un controllo costante e continuo del proprio stato e della propria dieta.
Il diabete, in ogni caso, è una malattia che va considerata da un punto di vista preventivo oltre che terapeutico.