Arteriosclerosi
L’arteriosclerosi è una malattia vascolare cronica, progressiva, caratterizzata dall’ispessimento e della perdita di elasticità delle pareti delle arterie, seguite da cambiamenti degenerativi.
Tali cambiamenti avvengono soprattutto in determinati organi: cuore, cervello, arti inferiori, reni.
La causa dell’arteriosclerosi dipende da un certo numero di fattori, tra i quali sono prevalenti quelli ereditari, il fumo, l’alcool, l’obesità, la mancanza d’esercizio fisico ed alcune abitudini alimentari come eccessivo consumo di grassi saturi, di zuccheri ed in generale di cibi ad alto contenuto energetico.
L’arteriosclerosi è una malattia della parete più interna dell’arteria (la cosiddetta tunica intima), che s’ispessisce, mentre la parte esterna, e quella media s’infiltrano di grasso.
L’ispessimento della parete interna ha come conseguenza un restringimento del vaso.
Si formano placche diffuse, costituite da colesterolo, trigliceridi e precipitati di ferro e di calcio.
Queste aree sono probabili successivi punti di formazione di trombi, che possono occludere l’arteria come esito fatale.
Nella genesi della malattia sono importanti la natura e la quantità di lipidi ingeriti, nonché, le modalità del loro trasporto e metabolismo.
E’ comunque possibile mediante una opportuna alimentazione, diminuire il rischio di formazione di ateromi e di trombi; si è visto infatti che individui che soffrono di arteriosclerosi, hanno spesso un alto livello di colesterolo nel sangue, il quale diminuisce quando la dieta è ricca di acidi grassi insaturi.
E’ necessario controllare il peso, limitare i carboidrati ed i grassi e, in generale, gli alimenti ad alto contenuto di colesterolo.
Una dieta ricca di fibre inoltre, fa aumentare l’escrezione giornaliera di acidi biliari e quindi di colesterolo.
Ipertensione
In generale i fattori che favoriscono l’arteriosclerosi, sono inoltre responsabili dei fenomeni d’ipertensione, dell’aumento in pratica della pressione sanguigna.
La perdita di elasticità dell’arteria provoca un aumento di pressione al quale concorrono anche uno squilibrio dei fluidi e degli elettroliti.
Il liquido circolante all’esterno delle cellule dipende, infatti, dalla quantità di sodio presente nell’organismo e quindi, se il suo livello è eccessivo, si avrà un aumento del volume del sangue e un conseguente aumento di pressione.
Una dieta povera di sodio e ricca contemporaneamente di potassio, è efficace nel contenere in molti casi l’alterazione della pressione.
In ogni modo, l’ipertensione è una condizione patologica tra le più complesse, e il rapporto tra i sali di sodio e potassio rappresenta solo un aspetto del problema.