Il nome deriva dal latino
hòrtus, con il quale veniva originariamente indicata una piccola area di terreno ricavata nel peristilio delle case romane, dove erano coltivate piante eduli e da frutto i cui prodotti erano impiegati nell’alimentazione della famiglia e degli animali domestici.
Successivamente, nell’
hòrtus, cominciarono ad apparire anche piante da fiore coltivate in vaso o in piena terra, con funzione esclusivamente ornamentale.
Il piccolo orto utilitario, durante il periodo imperiale, aumentò la propria estensione, e nelle ville patrizie giunse a ricoprire notevoli superfici caratterizzate dalla presenza, accanto a piante erbacee eduli e arboree da frutto, di numerosi esemplari ornamentali.
La stessa impostazione degli horti romani, è espressa oggi dal termine anglosassone horticultural crops con cui è indicato l’insieme delle specie ornamentali, da frutto ed ortensi che negli horti trovano sede.
Ben diversa è la struttura di un orto familiare, dove la limitatezza dell’area disponibile per le colture offre la possibilità al coltivatore di seguire direttamente e personalmente lo sviluppo delle varie piante.
In questo caso, anche se il terreno non è proprio adatto per le colture di tutti gli ortaggi, le cure attente e costanti dell’orticoltore possono permettere la produzione di prodotti che contribuiscono a soddisfare in parte o completamente le esigenze di alimenti vegetali della famiglia.
Gli orti familiari sono dunque tecnicamente modesti e privi di grandi attrezzature, ricavati nelle aree spesso limitate intorno alle case, ma nella loro cura e nella loro realizzazione sopravvive l’attaccamento alla terra degli uomini che il progresso e la tecnologia hanno tentato di allontanare.
Con la sistemazione di un piccolo orto produttivo si riscopre il significato della terra e della natura e si realizza nello stesso tempo uno strumento capace di svolgere un’attività distensiva per il saggio impiego del tempo libero.
In questi piccoli orti, accanto agli ortaggi veri e propri, trovano posto anche piante ornamentali adatte soprattutto per la produzione di fiori da recidere: quindi, non è sempre facile la distinzione tra orto e giardino, tanto è vero che con il termine orticoltura si intende tanto la coltivazione degli ortaggi quanto quella dei fiori.
Per quanto riguarda l’impianto di un orto familiare, si deve ricordare di seguire un disegno ben preciso, tenendo conto, in particolare, dei fattori climatici della zona e del luogo, che può influenzare la crescita delle piante.
In conformità a questi si sistemeranno le aiuole nella posizione più adatta, ricordando che la maggior parte degli ortaggi teme i freddi venti di tramontana e che essi ricevono vantaggi notevoli se esposti in piena luce, possibilmente a sud o sud-est, e protetti alle spalle da una parete.
Questa potrà far parte del muro di cinta e potrà essere realizzata in mattoni o in cemento.
Non è consigliabile porre lungo il confine perimetrale dell’orto siepi vive, soprattutto se l’area coltivabile è limitata, poiché gli arbusti sottraggono al terreno, sostanze nutritive e possono ospitare pericolosi parassiti.
Per gli stessi motivi si deve evitare la sistemazione d’aiuole nella vicinanza d’alberi ad alto fusto che possono recare agli ortaggi anche danni dovuti all’ombra della folta chioma.
Il terreno dovrà essere piuttosto leggero, lavorato in profondità e ben concimato con fertilizzanti organici decomposti, messi sul terreno con un certo anticipo rispetto alla semina.
Ancora d’estrema importanza, nella realizzazione di un orto di tipo familiare, è l’impianto per la fornitura d’acqua richiesta in misura abbondante da quasi tutti gli ortaggi.
Bisogna tuttavia ricordare che le piante durante l’inverno, non richiedono molta acqua, infatti, terreni freddi e pesanti, scarsamente illuminati, temperature basse ed aria umida permettono annaffiature limitate.
Al contrario, l’ortaggio in via di maturazione è avidissimo d’acqua che n’aumenta considerevolmente il peso, anche se ciò va spesso a detrimento della qualità.
Durante il periodo estivo, le annaffiature abbondanti e regolari sono indispensabili per gli ortaggi che tendono a fessurarsi (pomodori, rape, ravanelli, ecc.), e per quelli le cui foglie potrebbero indurirsi troppo in mancanza d’acqua (lattughe, verze).
La somministrazione d’acqua deve essere periodica e regolare, ed a questo proposito è bene ricordare che le annaffiature abbondanti, ma saltuarie, rischiano di riuscire più dannose che utili.
L’acqua, durante il periodo estivo, non deve essere eccessivamente fredda; la temperatura ottimale, oscilla intorno ai 25-30 gradi e favorisce in questo stadio il passaggio in soluzione dei sali contenuti nel terreno.
Anche nei mesi primaverili ed autunnali le annaffiature fredde sono deleterie, mentre non recano alcun danno se effettuate con il sole, tranne lo svantaggio di una più rapida evaporazione.
Per quanto riguarda la quantità d’acqua, si deve tener presente che non è la superficie del terreno che deve essere bagnata, ma lo strato profondo a contatto con le radici.
Un’altra buona norma è quella di non bagnare, per quanto è possibile, le foglie degli ortaggi, come sedani, pomodori, fagioli, le cui foglie umide sono maggiormente soggette alle infezioni parassitarie crittogamiche.
Vi diamo alcuni suggerimenti per la coltivazione di qualche qualità d’ortaggi tra i più comuni.
Barbabietola da orto (Beta vulgaris varietà esculenta)
Vitamine: B1, B2, C. (pH 7-8).
(Garden Beet - Salatruben – Betteraves - Potagéres.)
Si semina a spaglio in primavera-estate a dimora stabile, in terreno ben concimato e lavorato profondo, si diradano poi le piantine a 30-35 cm. di distanza.
Si può, inoltre, seminare a file.
Carota (Daucus carota)
Vitamine: A, B1, C (pH 6-7).
(Carrot – Moehren – Carottes).
Ama terreni freschi.
Ricorrendo a semine scalari si può avere il prodotto tutto l’anno.
Cavolo fiore (Brassica oleracea varietà botrytis)
Vitamine: A, B, B2 (pH 6-6,5).
(Cauliflower - Blumenkohl - Chou Fleur.)
Ama terreni freschi, profondamente lavorati ed annaffiature copiose.
Seminando in epoche diverse, si ottiene il prodotto per tutta la durata dell’anno.
La coltura del cavolfiore per l’autunno è la più facile e diffusa.
Si semina rado in maggio-luglio, in luogo semi-ombreggiato e circa un mese dopo si trapianta a 80 cm. di distanza, intercalando delle lattughe o ravanelli, oppure spinaci.
L’eventuale fenomeno della prefioritura dei cavolfiori, broccoli, ecc. deriva da cause estranee alla natura del seme.
Semi originali danesi.
Cipolla (Allium cepa)
Vitamine: B1, B2, C (pH 6-7).
(Onion – Zwiebel – Mignon).
La cipolla ama terreni leggeri, di media consistenza.
Le terre alluvionali, quelle buone dei giardini, concimate da un po’ tempo, sono le più convenienti.
Il trapianto delle cipolle a grosso bulbo si fa collocando le piantine in file distanti 20 cm circa.
La semina, si esegue in agosto per le varietà estive, e in gennaio-marzo, per le invernali.
Lattuga a cappuccio (Lactuca sativa varietà capitata)
Vitamine: A, B1, B2, C (pH 6-7).
(Lettuce – Kapfsalat – Laitue Pommée).
Coltivare preferibilmente le lattughe d’inverno in terreni leggeri, riservando quelli più compatti alle varietà estive.
Dopo un mese dalla semina si trapianteranno a 40 cm di distanza.
Prodotti teneri e succosi si ottengono con frequenti annaffiature, forti concimazioni azotate e sarchiature.
Seminare scalarmente da marzo a settembre usando le diverse varietà.
Piselli (Pisum sativum)
Vitamine: A, B1, B2, C (pH 6-7,5).
(Peas – Erbsen – Pois).
Amano terra leggera, ben lavorata.
Si collocano i semi a 2-3 cm di distanza su filari distanti tra loro 40-50 cm. per le varietà nane, e 80-120 cm. per le varietà rampicanti.
Quando le piantine raggiungono i 20 cm d’altezza, si rincalzano, e se sono rampicanti si applicano i sostegni.
I semi di piselli da noi posti in vendita, per la maggior parte provengono da primarie ditte estere e offrono le più ampie garanzie di germinabilità e purezza genetica.
Pomodoro (Solanum lycopersicum)
Vitamine: A, B1, B2, C (pH 5,5-5,7).
(Tomato – Tomate – Tomate).
Si semina da gennaio a febbraio su letto caldo, ed in semenzaio all’aperto da marzo ad aprile per trapiantare in file distanti 60-100 cm.
Si può inoltre seminare direttamente sul posto in aprile-maggio.
Le piantine si rincalzano, si sostengono se necessario con tutori.
Nelle colture del pomodoro da tavola è necessario sopprimere i getti ascellari delle piante.
Di seguito al nominativo delle varietà è segnato il numero medio dei giorni necessari alla maturazione dei frutti, dopo il trapianto.
Sedano (Apium graveleons)
Vitamine: A, B1, C (pH 5,5-7).
(Celery – Sellerie – Céléri).
I sedani amano: terreno ricco, profondamente lavorato e concimato con stallatico decomposto.
Per ottenere coste piene occorrono soventi annaffiature e zappature, frequenti irrorazioni con prodotto a cuprico ed almeno tre concimazioni in copertura.